SULLA PSICOTERAPIA DELL'ISTERIA (INTRODUZIONE, 1, 2, 3)
Sigmund Freud (1893-1895)
Riassunto:
Nella nostra ricerca sull'eziologia dei sintomi isterici, abbiamo scoperto un metodo terapeutico efficace che ci ha piacevolmente
sorpreso. Abbiamo osservato che, quando il ricordo dell'evento causale è stato completamente risvegliato e l'affetto associato è
stato espresso, i sintomi isterici sono scomparsi e non sono tornati.
Inoltre, abbiamo cercato di capire come il nostro metodo producesse questi effetti. Abbiamo scoperto che permetteva all'affetto
represso di esprimersi attraverso la parola, portando alla sua rettifica associativa e all'integrazione nella coscienza normale, sia
durante l'ipnosi leggera che per suggerimento medico nel sonnambulismo con amnesia.
Ora cercheremo di spiegare nel dettaglio la portata, la tecnica e le difficoltà di questa metodica, anche se inevitabilmente ci saranno
ripetizioni dovute alle informazioni contenute nelle precedenti cartelle cliniche.
1. Non pretendiamo di aver eliminato tutti i sintomi isterici con il metodo catartico, ma riteniamo che gli ostacoli fossero
circostanziali e non fondamentali. Prendiamo in considerazione l'idea di respingere questi fallimenti nel verdetto, in modo simile a
come un chirurgo non considera le complicanze di una nuova tecnica. Analizzeremo gli svantaggi e i vantaggi della procedura e
affronteremo i fallimenti di questa origine in futuro.
2. Il metodo catartico conserva il suo valore pur essendo sintomatico e non causale. Nel caso dell'isteria, dove una terapia causale
è solitamente profilattica, il metodo catartico è l'ideale per risolvere questo compito. È particolarmente efficace nei casi di sintomi
residui a seguito di un parossismo isterico acuto.
3. Nei casi in cui la produzione isterica è passata e rimangono solo sintomi residui, il metodo catartico è soddisfacente e ottiene
successi duraturi, soprattutto nella sfera sessuale. Sebbene possano verificarsi recidive, il metodo catartico favorisce la guarigione
spontanea e limita la neo-produzione di sintomi patologici.
4. Nelle isterie acute, il metodo catartico può avere un effetto limitato sulla traiettoria del caso clinico. È necessario attendere e
stabilire condizioni favorevoli per il paziente. L'eliminazione dei sintomi isterici appena generati può prevenire lo scivolamento
nella psicosi.
5. Nelle isterie croniche con una produzione moderata ma costante di sintomi isterici, il metodo catartico è valutato come terapia
sintomatica per rafforzare la resistenza del sistema nervoso del paziente. L'eliminazione dei sintomi preesistenti aiuta a ripristinare
la resilienza del paziente.
6. Riconosciamo l'apparente contraddizione tra l'ammettere che non tutti i sintomi sono psicogeni e sostenere che possono essere
tutti eliminati con il metodo catartico. Alcuni sintomi non psicogeni sono tra i segni patologici, ma non come condizione; quindi, la
loro sopravvivenza dopo la terapia non è rilevante nella pratica. Per quanto riguarda altri sintomi, possono essere trascinati verso
il basso da sintomi psicogeni o dipendere da una causalità psichica indiretta.
Dobbiamo considerare le difficoltà e gli inconvenienti della nostra procedura terapeutica, che potrebbero non essere evidenti a
tutti, né per precedenti anamnesi cliniche né per chiarimenti tecnici. Elencheremo e indicheremo questi aspetti senza svilupparli
in dettaglio.
Questa procedura richiede tempo e un vivo interesse per i fatti psicologici, nonché una simpatia per i pazienti. Non posso
approfondire il meccanismo psichico di un'isteria in una persona che trovo volgare o sgradevole, ma posso trattare pazienti con
tabe o reumatismi indipendentemente dai miei sentimenti personali nei loro confronti.
Inoltre, i pazienti devono soddisfare determinate condizioni, come un livello minimo di intelligenza e piena fiducia nel medico,
poiché l'analisi può portare a processi psichici intimi. Alcuni pazienti possono sfuggire al trattamento intravedendone la direzione,
mentre altri possono sviluppare un rapporto personale eccessivo con il medico.
Questi inconvenienti non sono dovuti alla procedura in sé, ma ai presupposti delle nevrosi da curare. Sebbene si sottolinei che l'uso
dell'ipnosi non porta a danni, i problemi che sorgono durante il trattamento hanno altre cause.
Nel complesso, questo metodo ha prodotto benefici piuttosto che danni ed è stato indispensabile nella comprensione e nel
trattamento di varie condizioni nevrotiche. Inoltre, la combinazione della psicoterapia catartica con una cura a riposo si è
dimostrata efficace sia nel miglioramento fisico che psicologico dei pazienti.
1
Realizzato da MatyBuda
, Torniamo ora ai punti precedenti. Nel tentativo di estendere l'applicazione del metodo di Breuer a un raggio più ampio, ho
incontrato la difficoltà che alcuni pazienti non erano ipnotizzabili, nonostante mostrassero sintomi di isteria come diagnosticati.
Questo poneva un problema, poiché l'ipnosi era necessaria per espandere la memoria e trovare ricordi patogeni assenti nella
coscienza ordinaria. Di conseguenza, ha dovuto trovare un modo per aggirare questa difficoltà.
La domanda sul perché alcuni fossero ipnotizzabili e altri non era qualcosa a cui né io né altri potevamo rispondere. Ho osservato
che in alcuni pazienti la resistenza si manifestava anche prima del tentativo di ipnosi. Mi è venuta in mente l'idea che entrambi i
casi potessero essere identici e significare un rifiuto inconscio. Anche se non sono sicuro della validità di questa concezione, avevo
bisogno di trovare una soluzione senza affidarmi all'ipnosi.
Nella mia esperienza, ho scoperto che potevo ottenere i ricordi patogeni senza bisogno di ipnosi. Durante il primo colloquio, alcuni
pazienti hanno affermato di non ricordare la prima occasione del loro sintomo, mentre altri hanno offerto ricordi oscuri che non
potevano seguire. Ho adottato un approccio simile a quello di Bernheim, insistendo sul fatto che i pazienti sapevano più di quanto
pensassero e che i ricordi sarebbero emersi nel tempo. Alcuni pazienti hanno iniziato a ricordare di più sotto questo suggerimento,
anche senza ipnosi.
Queste esperienze mi portarono alla conclusione che un semplice sforzo poteva portare alla luce rappresentazioni patogene, e che
questo sforzo sembrava incontrare una resistenza simile a quella riscontrata nella genesi del sintomo isterico. Questa resistenza,
che sembra essere correlata alla difesa del sé, impedisce il richiamo cosciente delle rappresentazioni patogene.
Per superare questa resistenza, ho sviluppato un piccolo trucco tecnico. Prima di fare pressione sulla fronte del paziente, gli ho
assicurato che avrebbe visto un ricordo sotto forma di un'immagine o di un pensiero e che me lo avrebbe comunicato. Questa
procedura, pur non essendo ipnosi in senso stretto, era efficace nel dirigere l'attenzione del paziente verso i ricordi rilevanti.
In conclusione, questo metodo mi ha permesso di accedere alle memorie patogene e di far progredire il trattamento dei pazienti.
Sebbene la pressione sulla fronte possa sembrare un semplice espediente, la sua efficacia nel dirigere l'attenzione del paziente
verso ricordi rilevanti si è dimostrata preziosa nella mia pratica clinica.
Abbiamo appena elogiato con tanto fervore le conquiste di questa procedura ausiliaria che consiste nella pressione sulla fronte,
ma abbiamo completamente trascurato il punto di vista della difesa o della resistenza. Non dobbiamo credere che questo piccolo
artificio possa superare gli ostacoli psichici di una cura catartica. La resistenza del paziente si manifesta in vari modi ed è spesso
nascosta dietro singolari sotterfugi.
Nelle nostre esperienze cliniche, abbiamo osservato che i pazienti possono inizialmente resistere a rivelare i loro pensieri più
profondi, anche sotto la pressione esercitata durante la procedura. Questo può manifestarsi in espressioni di delusione da parte
del paziente, affermando che non gli accade nulla di rilevante o significativo durante il processo di pressione. Tuttavia, con la
perseveranza e la comprensione da parte del terapeuta, è possibile superare queste barriere.
Per superare questa resistenza, bisogna armarsi di pazienza e utilizzare diverse strategie. Ad esempio, può essere utile suscitare
l'interesse intellettuale del paziente per il processo di analisi. Spiegare come funziona la mente e come i pensieri sono correlati
può aiutare il paziente a capire l'importanza di esplorare i propri pensieri più profondi.
Inoltre, è importante svalutare le motivazioni di difesa del paziente e mostrare loro che è sicuro esprimere i propri pensieri e
sentimenti. Ciò può comportare il lavoro sulla costruzione di una relazione di fiducia tra il paziente e il terapeuta, in cui il paziente
si senta a proprio agio nel condividere le proprie esperienze più intime e vulnerabili.
In alcuni casi, la posizione personale del medico può essere un fattore importante per superare la resistenza del paziente. Il paziente
può essere più disposto ad aprirsi ed esplorare i suoi pensieri più profondi se si fida dell'esperienza e del giudizio del medico.
È importante tenere presente che il compito terapeutico è quello di spingere il paziente verso la riproduzione delle impressioni
patologiche che causano i sintomi e di aiutarlo ad esprimerle con affetto. Una volta fatto questo, il medico ha poco altro da fare
per correggere o annullare i sintomi.
In sintesi, superare le resistenze del paziente nel processo terapeutico può essere difficile, ma con pazienza, comprensione e
strategie adeguate, è possibile far avanzare l'analisi e aiutare il paziente a raggiungere una comprensione più profonda di sé stesso.
Date le difficoltà tecniche che abbiamo esposto e i casi più impegnativi che abbiamo analizzato, sorge la domanda sull'efficacia di
concentrarsi sull'ipnosi o di limitare il metodo catartico a pazienti altamente suggestionabili.
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Realizzato da MatyBuda
Sigmund Freud (1893-1895)
Riassunto:
Nella nostra ricerca sull'eziologia dei sintomi isterici, abbiamo scoperto un metodo terapeutico efficace che ci ha piacevolmente
sorpreso. Abbiamo osservato che, quando il ricordo dell'evento causale è stato completamente risvegliato e l'affetto associato è
stato espresso, i sintomi isterici sono scomparsi e non sono tornati.
Inoltre, abbiamo cercato di capire come il nostro metodo producesse questi effetti. Abbiamo scoperto che permetteva all'affetto
represso di esprimersi attraverso la parola, portando alla sua rettifica associativa e all'integrazione nella coscienza normale, sia
durante l'ipnosi leggera che per suggerimento medico nel sonnambulismo con amnesia.
Ora cercheremo di spiegare nel dettaglio la portata, la tecnica e le difficoltà di questa metodica, anche se inevitabilmente ci saranno
ripetizioni dovute alle informazioni contenute nelle precedenti cartelle cliniche.
1. Non pretendiamo di aver eliminato tutti i sintomi isterici con il metodo catartico, ma riteniamo che gli ostacoli fossero
circostanziali e non fondamentali. Prendiamo in considerazione l'idea di respingere questi fallimenti nel verdetto, in modo simile a
come un chirurgo non considera le complicanze di una nuova tecnica. Analizzeremo gli svantaggi e i vantaggi della procedura e
affronteremo i fallimenti di questa origine in futuro.
2. Il metodo catartico conserva il suo valore pur essendo sintomatico e non causale. Nel caso dell'isteria, dove una terapia causale
è solitamente profilattica, il metodo catartico è l'ideale per risolvere questo compito. È particolarmente efficace nei casi di sintomi
residui a seguito di un parossismo isterico acuto.
3. Nei casi in cui la produzione isterica è passata e rimangono solo sintomi residui, il metodo catartico è soddisfacente e ottiene
successi duraturi, soprattutto nella sfera sessuale. Sebbene possano verificarsi recidive, il metodo catartico favorisce la guarigione
spontanea e limita la neo-produzione di sintomi patologici.
4. Nelle isterie acute, il metodo catartico può avere un effetto limitato sulla traiettoria del caso clinico. È necessario attendere e
stabilire condizioni favorevoli per il paziente. L'eliminazione dei sintomi isterici appena generati può prevenire lo scivolamento
nella psicosi.
5. Nelle isterie croniche con una produzione moderata ma costante di sintomi isterici, il metodo catartico è valutato come terapia
sintomatica per rafforzare la resistenza del sistema nervoso del paziente. L'eliminazione dei sintomi preesistenti aiuta a ripristinare
la resilienza del paziente.
6. Riconosciamo l'apparente contraddizione tra l'ammettere che non tutti i sintomi sono psicogeni e sostenere che possono essere
tutti eliminati con il metodo catartico. Alcuni sintomi non psicogeni sono tra i segni patologici, ma non come condizione; quindi, la
loro sopravvivenza dopo la terapia non è rilevante nella pratica. Per quanto riguarda altri sintomi, possono essere trascinati verso
il basso da sintomi psicogeni o dipendere da una causalità psichica indiretta.
Dobbiamo considerare le difficoltà e gli inconvenienti della nostra procedura terapeutica, che potrebbero non essere evidenti a
tutti, né per precedenti anamnesi cliniche né per chiarimenti tecnici. Elencheremo e indicheremo questi aspetti senza svilupparli
in dettaglio.
Questa procedura richiede tempo e un vivo interesse per i fatti psicologici, nonché una simpatia per i pazienti. Non posso
approfondire il meccanismo psichico di un'isteria in una persona che trovo volgare o sgradevole, ma posso trattare pazienti con
tabe o reumatismi indipendentemente dai miei sentimenti personali nei loro confronti.
Inoltre, i pazienti devono soddisfare determinate condizioni, come un livello minimo di intelligenza e piena fiducia nel medico,
poiché l'analisi può portare a processi psichici intimi. Alcuni pazienti possono sfuggire al trattamento intravedendone la direzione,
mentre altri possono sviluppare un rapporto personale eccessivo con il medico.
Questi inconvenienti non sono dovuti alla procedura in sé, ma ai presupposti delle nevrosi da curare. Sebbene si sottolinei che l'uso
dell'ipnosi non porta a danni, i problemi che sorgono durante il trattamento hanno altre cause.
Nel complesso, questo metodo ha prodotto benefici piuttosto che danni ed è stato indispensabile nella comprensione e nel
trattamento di varie condizioni nevrotiche. Inoltre, la combinazione della psicoterapia catartica con una cura a riposo si è
dimostrata efficace sia nel miglioramento fisico che psicologico dei pazienti.
1
Realizzato da MatyBuda
, Torniamo ora ai punti precedenti. Nel tentativo di estendere l'applicazione del metodo di Breuer a un raggio più ampio, ho
incontrato la difficoltà che alcuni pazienti non erano ipnotizzabili, nonostante mostrassero sintomi di isteria come diagnosticati.
Questo poneva un problema, poiché l'ipnosi era necessaria per espandere la memoria e trovare ricordi patogeni assenti nella
coscienza ordinaria. Di conseguenza, ha dovuto trovare un modo per aggirare questa difficoltà.
La domanda sul perché alcuni fossero ipnotizzabili e altri non era qualcosa a cui né io né altri potevamo rispondere. Ho osservato
che in alcuni pazienti la resistenza si manifestava anche prima del tentativo di ipnosi. Mi è venuta in mente l'idea che entrambi i
casi potessero essere identici e significare un rifiuto inconscio. Anche se non sono sicuro della validità di questa concezione, avevo
bisogno di trovare una soluzione senza affidarmi all'ipnosi.
Nella mia esperienza, ho scoperto che potevo ottenere i ricordi patogeni senza bisogno di ipnosi. Durante il primo colloquio, alcuni
pazienti hanno affermato di non ricordare la prima occasione del loro sintomo, mentre altri hanno offerto ricordi oscuri che non
potevano seguire. Ho adottato un approccio simile a quello di Bernheim, insistendo sul fatto che i pazienti sapevano più di quanto
pensassero e che i ricordi sarebbero emersi nel tempo. Alcuni pazienti hanno iniziato a ricordare di più sotto questo suggerimento,
anche senza ipnosi.
Queste esperienze mi portarono alla conclusione che un semplice sforzo poteva portare alla luce rappresentazioni patogene, e che
questo sforzo sembrava incontrare una resistenza simile a quella riscontrata nella genesi del sintomo isterico. Questa resistenza,
che sembra essere correlata alla difesa del sé, impedisce il richiamo cosciente delle rappresentazioni patogene.
Per superare questa resistenza, ho sviluppato un piccolo trucco tecnico. Prima di fare pressione sulla fronte del paziente, gli ho
assicurato che avrebbe visto un ricordo sotto forma di un'immagine o di un pensiero e che me lo avrebbe comunicato. Questa
procedura, pur non essendo ipnosi in senso stretto, era efficace nel dirigere l'attenzione del paziente verso i ricordi rilevanti.
In conclusione, questo metodo mi ha permesso di accedere alle memorie patogene e di far progredire il trattamento dei pazienti.
Sebbene la pressione sulla fronte possa sembrare un semplice espediente, la sua efficacia nel dirigere l'attenzione del paziente
verso ricordi rilevanti si è dimostrata preziosa nella mia pratica clinica.
Abbiamo appena elogiato con tanto fervore le conquiste di questa procedura ausiliaria che consiste nella pressione sulla fronte,
ma abbiamo completamente trascurato il punto di vista della difesa o della resistenza. Non dobbiamo credere che questo piccolo
artificio possa superare gli ostacoli psichici di una cura catartica. La resistenza del paziente si manifesta in vari modi ed è spesso
nascosta dietro singolari sotterfugi.
Nelle nostre esperienze cliniche, abbiamo osservato che i pazienti possono inizialmente resistere a rivelare i loro pensieri più
profondi, anche sotto la pressione esercitata durante la procedura. Questo può manifestarsi in espressioni di delusione da parte
del paziente, affermando che non gli accade nulla di rilevante o significativo durante il processo di pressione. Tuttavia, con la
perseveranza e la comprensione da parte del terapeuta, è possibile superare queste barriere.
Per superare questa resistenza, bisogna armarsi di pazienza e utilizzare diverse strategie. Ad esempio, può essere utile suscitare
l'interesse intellettuale del paziente per il processo di analisi. Spiegare come funziona la mente e come i pensieri sono correlati
può aiutare il paziente a capire l'importanza di esplorare i propri pensieri più profondi.
Inoltre, è importante svalutare le motivazioni di difesa del paziente e mostrare loro che è sicuro esprimere i propri pensieri e
sentimenti. Ciò può comportare il lavoro sulla costruzione di una relazione di fiducia tra il paziente e il terapeuta, in cui il paziente
si senta a proprio agio nel condividere le proprie esperienze più intime e vulnerabili.
In alcuni casi, la posizione personale del medico può essere un fattore importante per superare la resistenza del paziente. Il paziente
può essere più disposto ad aprirsi ed esplorare i suoi pensieri più profondi se si fida dell'esperienza e del giudizio del medico.
È importante tenere presente che il compito terapeutico è quello di spingere il paziente verso la riproduzione delle impressioni
patologiche che causano i sintomi e di aiutarlo ad esprimerle con affetto. Una volta fatto questo, il medico ha poco altro da fare
per correggere o annullare i sintomi.
In sintesi, superare le resistenze del paziente nel processo terapeutico può essere difficile, ma con pazienza, comprensione e
strategie adeguate, è possibile far avanzare l'analisi e aiutare il paziente a raggiungere una comprensione più profonda di sé stesso.
Date le difficoltà tecniche che abbiamo esposto e i casi più impegnativi che abbiamo analizzato, sorge la domanda sull'efficacia di
concentrarsi sull'ipnosi o di limitare il metodo catartico a pazienti altamente suggestionabili.
2
Realizzato da MatyBuda