SULLA CRITICA DELLA 'NEVROSI D'ANSIA'
Sigmund Freud (1895)
Riassunto:
Nel secondo numero del Neurologisches Zentralblatt di Mendel del 1895, pubblicai un breve saggio in cui proponevo di separare
una serie di stati nervosi dalla nevrastenia e di concedere loro un'autonomia sotto il nome di "nevrosi d'angoscia". La mia
motivazione per questa proposta era la coerente coincidenza tra le caratteristiche cliniche ed eziologiche, che giustificava una
divisione. Ho osservato che tutti i sintomi nevrotici in questione potevano essere interpretati come espressioni di angoscia, e sono
stato in grado di discernere particolari condizioni eziologiche, diverse da quelle che caratterizzano la nevrastenia.
Le mie precedenti esperienze mi avevano dimostrato che i fattori sessuali giocano un ruolo cruciale nell'eziologia delle nevrosi, un
aspetto spesso sottovalutato. Ho scoperto che l'affermazione che la sessualità è la causa delle nevrosi, anche se non del tutto
accurata, era più vicina alla verità rispetto alle teorie prevalenti. Inoltre, ho osservato che non tutte le noxa sessuali erano
ugualmente coinvolte nell'eziologia di tutte le nevrosi, ma che c'erano legami specifici tra certi fattori sessuali e certe nevrosi.
Sulla base di queste idee, ho formulato la tesi che tutto ciò che disturba la tensione sessuale somatica, così come gli aspetti psichici
ad essa correlati, può produrre nevrosi d'ansia. Ho identificato una serie di fattori eziologici specifici per questa nevrosi, come
l'astinenza sessuale volontaria o involontaria, i rapporti sessuali insoddisfacenti, il coito interrotto e la deviazione dell'interesse
psichico per la sessualità. Questi fattori costituiscono quelle che ho chiamato le cause specifiche della nevrosi d'ansia, secondo la
mia concezione del processo sessuale.
Quando stavo preparando la comunicazione che cito qui per la pubblicazione, ero consapevole dei suoi limiti in termini di capacità
di convincere. Egli riconobbe che offriva un'esposizione succinta e frammentaria, difficile da comprendere in alcuni passaggi, e che
mancava di dettagli concreti e tecniche per stabilire l'anamnesi. Inoltre, non ha affrontato tutte le possibili obiezioni né ha
specificato i limiti della dottrina che ha presentato. Questo lasciava ogni lettore libero di formarsi la propria opinione sulla forza
probatoria dell'affermazione.
Tuttavia, sapevo anche che la mia affermazione sull'"eziologia sessuale" delle nevrosi non era nuova nella letteratura medica,
sebbene fosse stata largamente ignorata dalla medicina ufficiale. Questa omissione da parte dell'accademia medica potrebbe
essere dovuta a una serie di motivi, come il rifiuto di esplorare le costellazioni sessuali o una resistenza a spiegazioni precedenti
che erano considerate obsolete.
Date queste circostanze, forse sarebbe stato più saggio non rispondere subito alle obiezioni critiche e approfondire invece
l'argomento per renderlo più comprensibile. Fui, tuttavia, motivato a contestare una recente critica della mia dottrina sulla nevrosi
d'ansia, specialmente a causa della reputazione del critico, L. Löwenfeld, e della preoccupazione che la mia dottrina potesse essere
facilmente confutata.
Löwenfeld ha identificato correttamente l'aspetto fondamentale del mio lavoro: la mia affermazione che i sintomi di angoscia
hanno un'eziologia sessuale specifica e unitaria. Egli riconobbe che, se ciò non fosse stato dimostrato, la base per separare la
nevrosi d'ansia dalla nevrastenia sarebbe scomparsa. Tuttavia, Löwenfeld ha posto una difficoltà, sottolineando che i sintomi di
angoscia sono strettamente correlati all'isteria, il che potrebbe mettere in discussione la divisione tra isteria e nevrastenia. Ho
considerato questa difficoltà alla luce del ruolo dell'ereditarietà come causa comune di tutte queste nevrosi.
Ora, su quali basi Löwenfeld si oppose alla mia dottrina?
1. Ho sottolineato l'importanza di comprendere che, nella nevrosi d'angoscia, l'angoscia non ha una causa psichica derivata. Vale
a dire, il nucleo della nevrosi, lo stato angosciante, non nasce da un terrore psicologicamente giustificato, singolo o ripetuto che
sia. Löwenfeld, d'altra parte, sostiene che in alcuni casi l'angoscia sorge immediatamente o subito dopo uno shock psicologico, il
che contraddice la mia posizione.
Fornisce un esempio con una donna la cui nevrosi d'ansia si è sviluppata dopo un evento traumatico. Riconosco che esistono casi
simili, ma metto in dubbio l'interpretazione di Löwenfeld. Sostengo che la presenza di un evento traumatico non esclude
necessariamente l'esistenza di una tensione sessuale somatica sottostante, che è il fattore specifico che ho proposto come causa
primaria della nevrosi d'ansia.
Faccio un esempio di casi in cui l'innesco psicologico non esclude l'influenza di fattori sessuali dannosi. Per esempio, un uomo che
si era ammalato dopo aver appreso della morte del padre aveva vissuto per anni con la moglie in un coito interrotto. Ciò suggerisce
che i fattori sessuali possono essere all'opera nella genesi della nevrosi d'ansia, nonostante la presenza di un fattore scatenante
emotivo.
1
Realizzato da MatyBuda
Sigmund Freud (1895)
Riassunto:
Nel secondo numero del Neurologisches Zentralblatt di Mendel del 1895, pubblicai un breve saggio in cui proponevo di separare
una serie di stati nervosi dalla nevrastenia e di concedere loro un'autonomia sotto il nome di "nevrosi d'angoscia". La mia
motivazione per questa proposta era la coerente coincidenza tra le caratteristiche cliniche ed eziologiche, che giustificava una
divisione. Ho osservato che tutti i sintomi nevrotici in questione potevano essere interpretati come espressioni di angoscia, e sono
stato in grado di discernere particolari condizioni eziologiche, diverse da quelle che caratterizzano la nevrastenia.
Le mie precedenti esperienze mi avevano dimostrato che i fattori sessuali giocano un ruolo cruciale nell'eziologia delle nevrosi, un
aspetto spesso sottovalutato. Ho scoperto che l'affermazione che la sessualità è la causa delle nevrosi, anche se non del tutto
accurata, era più vicina alla verità rispetto alle teorie prevalenti. Inoltre, ho osservato che non tutte le noxa sessuali erano
ugualmente coinvolte nell'eziologia di tutte le nevrosi, ma che c'erano legami specifici tra certi fattori sessuali e certe nevrosi.
Sulla base di queste idee, ho formulato la tesi che tutto ciò che disturba la tensione sessuale somatica, così come gli aspetti psichici
ad essa correlati, può produrre nevrosi d'ansia. Ho identificato una serie di fattori eziologici specifici per questa nevrosi, come
l'astinenza sessuale volontaria o involontaria, i rapporti sessuali insoddisfacenti, il coito interrotto e la deviazione dell'interesse
psichico per la sessualità. Questi fattori costituiscono quelle che ho chiamato le cause specifiche della nevrosi d'ansia, secondo la
mia concezione del processo sessuale.
Quando stavo preparando la comunicazione che cito qui per la pubblicazione, ero consapevole dei suoi limiti in termini di capacità
di convincere. Egli riconobbe che offriva un'esposizione succinta e frammentaria, difficile da comprendere in alcuni passaggi, e che
mancava di dettagli concreti e tecniche per stabilire l'anamnesi. Inoltre, non ha affrontato tutte le possibili obiezioni né ha
specificato i limiti della dottrina che ha presentato. Questo lasciava ogni lettore libero di formarsi la propria opinione sulla forza
probatoria dell'affermazione.
Tuttavia, sapevo anche che la mia affermazione sull'"eziologia sessuale" delle nevrosi non era nuova nella letteratura medica,
sebbene fosse stata largamente ignorata dalla medicina ufficiale. Questa omissione da parte dell'accademia medica potrebbe
essere dovuta a una serie di motivi, come il rifiuto di esplorare le costellazioni sessuali o una resistenza a spiegazioni precedenti
che erano considerate obsolete.
Date queste circostanze, forse sarebbe stato più saggio non rispondere subito alle obiezioni critiche e approfondire invece
l'argomento per renderlo più comprensibile. Fui, tuttavia, motivato a contestare una recente critica della mia dottrina sulla nevrosi
d'ansia, specialmente a causa della reputazione del critico, L. Löwenfeld, e della preoccupazione che la mia dottrina potesse essere
facilmente confutata.
Löwenfeld ha identificato correttamente l'aspetto fondamentale del mio lavoro: la mia affermazione che i sintomi di angoscia
hanno un'eziologia sessuale specifica e unitaria. Egli riconobbe che, se ciò non fosse stato dimostrato, la base per separare la
nevrosi d'ansia dalla nevrastenia sarebbe scomparsa. Tuttavia, Löwenfeld ha posto una difficoltà, sottolineando che i sintomi di
angoscia sono strettamente correlati all'isteria, il che potrebbe mettere in discussione la divisione tra isteria e nevrastenia. Ho
considerato questa difficoltà alla luce del ruolo dell'ereditarietà come causa comune di tutte queste nevrosi.
Ora, su quali basi Löwenfeld si oppose alla mia dottrina?
1. Ho sottolineato l'importanza di comprendere che, nella nevrosi d'angoscia, l'angoscia non ha una causa psichica derivata. Vale
a dire, il nucleo della nevrosi, lo stato angosciante, non nasce da un terrore psicologicamente giustificato, singolo o ripetuto che
sia. Löwenfeld, d'altra parte, sostiene che in alcuni casi l'angoscia sorge immediatamente o subito dopo uno shock psicologico, il
che contraddice la mia posizione.
Fornisce un esempio con una donna la cui nevrosi d'ansia si è sviluppata dopo un evento traumatico. Riconosco che esistono casi
simili, ma metto in dubbio l'interpretazione di Löwenfeld. Sostengo che la presenza di un evento traumatico non esclude
necessariamente l'esistenza di una tensione sessuale somatica sottostante, che è il fattore specifico che ho proposto come causa
primaria della nevrosi d'ansia.
Faccio un esempio di casi in cui l'innesco psicologico non esclude l'influenza di fattori sessuali dannosi. Per esempio, un uomo che
si era ammalato dopo aver appreso della morte del padre aveva vissuto per anni con la moglie in un coito interrotto. Ciò suggerisce
che i fattori sessuali possono essere all'opera nella genesi della nevrosi d'ansia, nonostante la presenza di un fattore scatenante
emotivo.
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Realizzato da MatyBuda