Dante ha una concezione modernissima della donna, in un tempo in cui si
discuteva se la donna avesse o no l’anima, Dante scrive che la specie
umana supera ogni cosa contenuta nel cerchio della luna, cioè sulla terra
grazie alla donna.
È la donna che salva l’uomo.
Dante immagina di essersi perso nella selva oscura e che Beatrice si
muova in suo soccorso, o meglio c’è una catena di donne che si mette in
movimento per salvare Dante.
La madonna va da Santa Lucia (a cui dante era molto devoto perché in
gioventù aveva avuto una malattia agli occhi, che attribuiva a Santa Lucia,
patrona della vista la sua guarigione) e Santa Lucia va da Beatrice che
lascia il Paradiso e scende nell’Inferno per chiedere a Virgilio di
soccorrere Dante.
L’idea che la donna salva l’uomo è molto moderna
Il rapporto tra Dante e le donne è molto complesso quanto sfacciato, sia
nella sua vita privata sia nella sua produzione artistica.
Le donne di Dante:
1. Le donne della famiglia; la madre Bella, la sorella Tana, la moglie
Gemma Donati e la figlia Antonia
2. le donne amate; Beatrice Portinari, l’amore giovanile trasfigurato
nella figura paradisiaca di Beatrice e la vergine madre, la madonna,
figura centrale per la salvezza divina.
3. Le donne le gentildonne presenti nelle cantiche della Divina
Commedia
Gemma Donati:
moglie di Dante, unica relazione che si sa.si sa poco di lei, donna forte,
capace di affrontare crisi e difficoltà. Madre di almeno quattro figli, vide il
marito partire in esilio per le tensioni politiche a Firenze.
Dante concepisce l’amore come strumento per avvicinarsi a Dio
criticando invece la libertà dei costumi sessuali, letta come simbolo
di degenerazione morale.
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, Per Dante la donna è il tramite fra l’uomo e Dio, che attraverso un
amore sublimato ed etereo, permette agli uomini di poter entrare nella
grazia divina e ricevere la salvezza eterna.
La figura femminile è
una presenza quasi divina, per questo è detta Donna-angelo.
Beatrice è presentata come donna angelicata, la cui nobiltà spirituale
conduce a Dio e sia come allegoria della grazia operante, che insieme a
quella preveniente e quella illuminante costituiscono l’antidoto alle tre fiere
(i tre vizi capitali più gravi)
Tuttavia Dante era anche un uomo del suo tempo, caratterizzato da una
cultura che oggi definiremmo “misogina”; lo scrittore si era domandato chi
avesse avuto per primo il dono del linguaggio.
Nonostante nella Bibbia le prime parole sono state attribuite ad Eva,
Dante sottolinea che “è in ogni caso più razionale pensare che a parlare
per primo sia stato un uomo, perché sarebbe sconveniente pensare
che un atto così nobile del genere umano sia stato prodotto dalla
donna invece che dall’uomo”.
Quindi per lui la figura della donna era inferiore perché considerata meno
razionale.
Beatrice è la figura più importante nella divina commedia poiché è lei che
lo guida in Paradiso, ultima parte del viaggio nell’altro mondo.
Beatrice, per Dante, era il centro di tutto, una musa ispiratrice che ha
segnato la sua opera.
Nella poetica dantesca la donna è indissolubilmente legata all’amore, il
sentimento amoroso pervade la vita delle figure femminili presentate da
Dante, negativamente quando si tratta di amore puramente sensuale, in
modo positivo quando tramite l’amore della Donna l’uomo può arrivare
alla beatitudine.
Francesca da Rimini:
Dante la incontra nel V canto dell’inferno.