OLTRE IL PRINCIPIO DI PIACERE (CAPITOLO V)
(PULSIONE) (41-42)
Sigmund Freud (1920)
Riassunto:
Può essere difficile per molti di noi rinunciare alla credenza che ci sia una spinta alla perfezione nell'essere umano che lo ha portato
al suo attuale livello di prestazioni spirituali e di sublimazione etica, e che, si spera, provvederà alla trasformazione dell'uomo in
superuomo.
Semplicemente non credo in una pulsione interiore di questo tipo, e non vedo alcun modo per preservare quell'illusione
consolante. Mi sembra che l'evoluzione dell'essere umano fino ai nostri giorni non richieda altra spiegazione che quella degli
animali, e lo sforzo instancabile che si osserva in una minoranza di individui umani verso una maggiore perfezione può essere
compreso senza violenza come il risultato della repressione delle pulsioni.
La pulsione repressa non cessa mai di aspirare alla sua piena soddisfazione, che consisterebbe nella ripetizione di un'esperienza
primaria di soddisfazione; Tutte le formazioni sostitutive e reattive, e tutte le sublimazioni, sono insufficienti a cancellare la sua
tensione pressante, e la differenza tra il piacere della soddisfazione trovata e quello desiderato genera il fattore trainante, che non
ammette di aggrapparsi a nessuna delle situazioni stabilite, ma, nelle parole del poeta, "sprona, indomito, sempre avanti".
La via del ritorno, verso la piena soddisfazione, è generalmente ostruita dalle resistenze in virtù delle quali si mantengono le
repressioni; E allora non resta che avanzare nell'altra direzione dello sviluppo, che è ancora spedito, in verità senza alcuna
prospettiva di chiudere la marcia o di raggiungere la meta. I processi che si verificano nello sviluppo di una fobia nevrotica, che non
è certo altro che un tentativo di sfuggire a una soddisfazione istintiva, ci forniscono il modello della genesi di questa apparente
"spinta al miglioramento", che non possiamo in alcun modo attribuire alla totalità degli individui umani.
Certo, le loro condizioni dinamiche preesistono in tutti, ma le proporzioni economiche sembrano favorire il fenomeno solo in rari
casi. Notiamo di sfuggita la possibilità che la smania di Eros di coniugare l'organico in unità sempre più grandi serva da sostituto di
quella "spinta alla perfezione" che non possiamo ammettere. Insieme agli effetti della repressione, questo aiuterebbe a spiegare i
fenomeni ad essa attribuiti.
Spiegazione e conclusione:
In questa lezione, Freud riflette sull'idea di una spinta alla perfezione insita nell'essere umano, suggerendo che questa forza motrice
essenziale ha portato l'uomo a raggiungere alti livelli di prestazioni spirituali ed etiche, anticipando addirittura una trasformazione
verso uno stato superiore, il superuomo. Tuttavia, l'autore mette in discussione questa convinzione e sostiene che non esiste
intrinsecamente una tale spinta interiore. Dal loro punto di vista, l'evoluzione umana può essere spiegata senza la necessità di
postulare una forza trainante verso la perfezione al di là delle analogie osservate nel regno animale.
Si sottolinea che le aspirazioni di ulteriore miglioramento osservate in alcuni individui possono essere comprese come il risultato
della repressione di pulsioni più basilari e primarie. Questa pulsione repressa persiste nella loro ricerca della piena soddisfazione,
che può essere ricondotta a esperienze primarie di piacere. Le formazioni e le sublimazioni sostitutive, sebbene i tentativi di
incanalare questa energia pulsionale in un modo socialmente accettabile, non riescono a mitigarne completamente l'urgenza.
Prosegue esplorando come le resistenze interne ed esterne mantengano in atto le repressioni, ostacolando qualsiasi ritorno a uno
stato di piena soddisfazione. I processi nevrotici, come le fobie, illustrano questo conflitto tra la ricerca della soddisfazione e le
barriere che ne impediscono la piena realizzazione. Ciò suggerisce che l'idea di una spinta universalizzabile al miglioramento è più
un'eccezione che una regola nello sviluppo umano.
Infine, viene sollevata la possibilità che l'impulso dell'eros, che cerca di integrare l'organico in unità sempre più complesse, possa
agire come sostituto funzionale della spinta alla perfezione. In combinazione con gli effetti della repressione, questo fenomeno
potrebbe spiegare i comportamenti e le conquiste attribuite a questa pulsione idealizzata. In breve, si interroga sull'esistenza di
una spinta universale al miglioramento e si propone di comprendere gli impulsi umani verso lo sviluppo e il miglioramento in
termini più contingenti e soggetti alle condizioni dinamiche individuali e sociali.
1
Realizzato da MatyBuda
(PULSIONE) (41-42)
Sigmund Freud (1920)
Riassunto:
Può essere difficile per molti di noi rinunciare alla credenza che ci sia una spinta alla perfezione nell'essere umano che lo ha portato
al suo attuale livello di prestazioni spirituali e di sublimazione etica, e che, si spera, provvederà alla trasformazione dell'uomo in
superuomo.
Semplicemente non credo in una pulsione interiore di questo tipo, e non vedo alcun modo per preservare quell'illusione
consolante. Mi sembra che l'evoluzione dell'essere umano fino ai nostri giorni non richieda altra spiegazione che quella degli
animali, e lo sforzo instancabile che si osserva in una minoranza di individui umani verso una maggiore perfezione può essere
compreso senza violenza come il risultato della repressione delle pulsioni.
La pulsione repressa non cessa mai di aspirare alla sua piena soddisfazione, che consisterebbe nella ripetizione di un'esperienza
primaria di soddisfazione; Tutte le formazioni sostitutive e reattive, e tutte le sublimazioni, sono insufficienti a cancellare la sua
tensione pressante, e la differenza tra il piacere della soddisfazione trovata e quello desiderato genera il fattore trainante, che non
ammette di aggrapparsi a nessuna delle situazioni stabilite, ma, nelle parole del poeta, "sprona, indomito, sempre avanti".
La via del ritorno, verso la piena soddisfazione, è generalmente ostruita dalle resistenze in virtù delle quali si mantengono le
repressioni; E allora non resta che avanzare nell'altra direzione dello sviluppo, che è ancora spedito, in verità senza alcuna
prospettiva di chiudere la marcia o di raggiungere la meta. I processi che si verificano nello sviluppo di una fobia nevrotica, che non
è certo altro che un tentativo di sfuggire a una soddisfazione istintiva, ci forniscono il modello della genesi di questa apparente
"spinta al miglioramento", che non possiamo in alcun modo attribuire alla totalità degli individui umani.
Certo, le loro condizioni dinamiche preesistono in tutti, ma le proporzioni economiche sembrano favorire il fenomeno solo in rari
casi. Notiamo di sfuggita la possibilità che la smania di Eros di coniugare l'organico in unità sempre più grandi serva da sostituto di
quella "spinta alla perfezione" che non possiamo ammettere. Insieme agli effetti della repressione, questo aiuterebbe a spiegare i
fenomeni ad essa attribuiti.
Spiegazione e conclusione:
In questa lezione, Freud riflette sull'idea di una spinta alla perfezione insita nell'essere umano, suggerendo che questa forza motrice
essenziale ha portato l'uomo a raggiungere alti livelli di prestazioni spirituali ed etiche, anticipando addirittura una trasformazione
verso uno stato superiore, il superuomo. Tuttavia, l'autore mette in discussione questa convinzione e sostiene che non esiste
intrinsecamente una tale spinta interiore. Dal loro punto di vista, l'evoluzione umana può essere spiegata senza la necessità di
postulare una forza trainante verso la perfezione al di là delle analogie osservate nel regno animale.
Si sottolinea che le aspirazioni di ulteriore miglioramento osservate in alcuni individui possono essere comprese come il risultato
della repressione di pulsioni più basilari e primarie. Questa pulsione repressa persiste nella loro ricerca della piena soddisfazione,
che può essere ricondotta a esperienze primarie di piacere. Le formazioni e le sublimazioni sostitutive, sebbene i tentativi di
incanalare questa energia pulsionale in un modo socialmente accettabile, non riescono a mitigarne completamente l'urgenza.
Prosegue esplorando come le resistenze interne ed esterne mantengano in atto le repressioni, ostacolando qualsiasi ritorno a uno
stato di piena soddisfazione. I processi nevrotici, come le fobie, illustrano questo conflitto tra la ricerca della soddisfazione e le
barriere che ne impediscono la piena realizzazione. Ciò suggerisce che l'idea di una spinta universalizzabile al miglioramento è più
un'eccezione che una regola nello sviluppo umano.
Infine, viene sollevata la possibilità che l'impulso dell'eros, che cerca di integrare l'organico in unità sempre più complesse, possa
agire come sostituto funzionale della spinta alla perfezione. In combinazione con gli effetti della repressione, questo fenomeno
potrebbe spiegare i comportamenti e le conquiste attribuite a questa pulsione idealizzata. In breve, si interroga sull'esistenza di
una spinta universale al miglioramento e si propone di comprendere gli impulsi umani verso lo sviluppo e il miglioramento in
termini più contingenti e soggetti alle condizioni dinamiche individuali e sociali.
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