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Summary

Summary and analysis of Foscolo's poems

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The document contains a summary on Foscolo's literary vision, as well as analysis on his writings and historical period. The document contains also explanations on Foscolo's main works, analysis on the plot and themes of his writings. Figure of speech, verses and prose are also included.

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Ugo Foscolo: testi
Alla sera
Alla Sera fa parte dei Sonetti e collocato da Foscolo in apertura della raccolta delle Poesie. E’ stato composto tra il 1802 e
il 1803, un periodo particolarmente difficile per l’autore, in cui visse la profonda delusione causata da Napoleone e la sua
decisione di cedere la Repubblica veneta all’Austria con il trattato di Campoformio. Foscolo vide tutte le sue speranze di
un’Italia libera sfumare, cadendo in un senso di irrealizzazione e sconforto. Tali emozioni portano all’approfondimento
del tema preromantico della morte, accompagnato al solito classicismo con la sua compostezza, ordine e razionalità.


…fatal quiete: metafora per Forse perché della fatal quïete Forse perché tu sei l’immagine della quiete
‘morte’ + ossimoro tu sei l’immago, a me sí cara vieni fatale, a me giungi così cara, oh Sera! Sia
… enjambement O Sera! E quando ti corteggian liete quando le nubi estive e gli zefiri sereni ti
… zeffiri: sineddoche le nubi estive e i zeffiri sereni, 4 accarezzano con dolcezza,

….e quando e quando: anafora e quando dal nevoso aere inquïete sia quando dal cielo nevoso conduci sulla terra
… inquiete tenebre lunghe: iperbato tenebre e lunghe all’universo meni con te le lunghe e inquiete tenebre,
… enjambement
sempre scendi invocata, e le secrete sempre scendi invocata, e governi soavemente
vie del mio cor soavemente tieni. 8 le vie segrete del mio cuore.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme Mi fa vagare di pensiero in pensiero sulle orme
… nulla eterno: metafore per ‘morte’ che vanno al nulla eterno; e intanto fugge che conducono al nulla eterno; e intanto fugge
+ ossimoro questo reo tempo, e van con lui le torme 11 questo tempo malvagio, e con lui vanno via tutte
… enjambement
delle cure onde meco egli si strugge; le mie preoccupazioni, nelle quali egli stesso si
… enjambement e mentre io guardo la tua pace, dorme strugge; e mentre contemplo la tua pace, si placa
… allitterazione della R, S e delle quello spirto guerrier ch’entro mi rugge. 14 quello spirito guerriero che in me ruggisce.
nasali M e N


Analisi → Si tratta di un sonetto da 14 versi endecasillabi suddivisi in 2 quartine e 2 terzine, con schema rimico
ABAB ABAB CDC DCD. Il componimento è dedicato alla sera, quel momento della giornata che stimola una
riflessione sulla morte e sul nulla eterno come unica via di fuga.
I “Sonetti” di Foscolo sono caratterizzati da una forte soggettività, analoga a quella dell’ Ortis. Anche qui il poeta si
rispecchia in una figura eroica sventurata e tormentata, si sente in conflitto con il proprio tempo e vive l’esilio come una
condizione politica ed esistenziale insieme. Sono fitte le reminiscenze di altri poeti e compaiono temi fondamentali della
poetica foscoliana, quali la terra come madre, il valore eternatrice della poesia, il parallelo con il mito antico.

La sera, per il poeta, è il momento più bello della giornata: il momento in cui, finalmente, ci si può riposare dopo gli
affanni quotidiani; il momento in cui si placano i rumori dell’esistenza ed il cuore è invaso da pace e serenità. Ma la
meditazione sulla sera sfocia spontaneamente nella meditazione sulla morte. Infatti, anche la morte, come la sera, è una
promessa di pace: una pace dolce e definitiva: un rassicurante porto d’oblio dove si annullano le fatiche di un’esistenza
tribolata ed angosciosa.

Questo sonetto appare nettamente diviso in due parti: le due quartine sono statiche, poiché intendono descrivere lo stato
d’animo del poeta dinnanzi alla sera, sia che si tratti di una serena sera d’estate, sia che si tratti delle tenebre di una
scura sera invernale: in tutti e due i casi la sera porta con sé la tranquillità e la cessazione degli affanni. Le due terzine
sono invece più dinamiche, in quanto si chiarisce perché la sera è cara al poeta: essa è immagine della morte, di quel
“nulla eterno”, che è liberatorio poiché, secondo la concezione illumistica e materialistica di Foscolo, rappresenta
l’annullamento totale, in grado di cancellare i conflitti e le sofferenze della vita. Secondo tale concezione, infatti,
l’universo, di cui anche l’uomo è parte, è un ciclo perenne di nascita, morte e trasformazione della materia, che è l’unica
realtà esistente. Si ripropone la medesima tematica dell’Ortis: lo scontro dell’eroe con il “reo tempo” in cui vive, la cui
soluzione può essere soltanto la morte, che porta sì annullamento, ma anche la tanto desiderata pace. La celebrazione
della morte come foriera di tranquillità si ritrova nel carme “Dei sepolcri” e rappresenta il lato pre-romantico della
personalità foscoliana. Le opposizioni principali in cui si articola il sonetto sono nulla eterno vs reo tempo; fatal quiete
della sera vs spirto guerrier del poeta. Il primo elemento delle due opposizioni (positivo) annulla il secondo (negativo).

Lessico → Il lessico è altamente letterario, costruito con parole auliche e poetiche; molte di queste sono latinismi (“reo”,
“aere”, “secrete”, “torme”, “cure”), che conferiscono al sonetto una forma neoclassica, mentre i sentimenti espressi,
come abbiamo visto, sono decisamente romantici. La poesia è composta da periodi paratattici e ipotattici. Nelle quartine
i periodi sono più ampi e complessi, nelle terzine più corti e concitati. Interessante è l’utilizzo vocalico, che alterna
suoni lievi e dolci nelle quartine e suoni più cupi nelle terzine.

, In morte del fratello Giovanni

Composto in memoria del fratello Giovanni, che si uccise con una pugnalata a causa di un debito di gioco, questo sonetto
è considerato tra i maggiori componimenti di Foscolo. Il sonetto include i più importanti temi della sua produzione
poetica: la coscienza di un destino d’esilio e di sventura, gli affetti familiari, il sepolcro e il colloquio tra vivi e i defunti, il
desiderio di quiete. Sono evidenti i rimandi a Catullo, anche se Foscolo utilizza un’intonazione più drammatica. Lo
schema metrico utilizzato nel sonetto è: ABAB ABAB CDC DCD.

… pietra: metominia Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo Un giorno, se non sarò sempre costretto a
… fratel mio: anastrofe di gente in gente, mi vedrai seduto fuggire di gente in gente, mi vedrai seduto
… gemendo il: enjambement du la tua pietra, o fratel mio, gemendo sulla tua tomba, fratello mio, a piangere il tuo
… fior caduto: iperbato + metafora il fior de' tuoi gentili anni caduto: 4 gentile fiore degli anni della giovinezza caduti.

… dì tardo: metafora la madre or sol, suo dì tardo traendo, Solo la madre ora, trascinando la sua
… cenere muto: sinestesia parla di me col tuo cenere muto: vecchiaia,parla di me con la tua cenere
… tetti: sineddoche ma io deluse a voi le palme tendo; muta:ma io tendo inutilmente le mani verso di
e se da lunge i miei tetti saluto, 8 voi; e, anche se saluto da lontano i miei tetti,

sento gli avversi Numi, e le secrete sento gli dei contrari e le segrete preoccupazioni
… secrete cure: enjambement cure che al viver tuo furon tempesta, che tormentarono la tua vita e invoco anche io
… tempesta: metafora e prego anch'io nel tuo porto quiete: 11 quiete nel tuo porto (prego anch’io di trovare la
… quiete: metafora pace insieme a te nella morte):

questo di tanta speme oggi mi resta! Oggi di tante speranze, mi resta soltanto
straniere genti, l'ossa mie rendete questa!Popoli stranieri, restituite finalmente le
… ossa mie: metonimia
allora al petto della madre mesta. 14 mie spoglie al petto della mia infelice madre.




Questo sonetto tratta temi molto cari a Foscolo: innanzitutto, quello dell’esilio, unito a quello del tormento interiore per la
scomparsa tragica dell’amato fratello Giovanni, suicidatosi nel 1801, a vent’anni per debiti di gioco, lasciando l’anziana
madre sola. Si tratta di suggestioni tipicamente romantiche.

Analisi → Il sonetto si basa sulla contrapposizione di due motivi fondamentali: da un lato l’esilio, dall’altro la tomba, la
quale assume il simbolo del nucleo familiare. I due temi opposti si organizzano in una struttura chiusa e circolare: i primi
due versi propongono il motivo dell’esilio, i successivi due versi parlano della tomba del fratello, dal quinto al sesto verso
compare la figura materna, e infine, gli ultimi quattro versi riprendono il motivo iniziale dell’esilio. Il motivo negativo
dell’esilio, collocandosi alll’inizio e alla fine della poesia, chiude al suo interno il motivo del ricongiungimento familiare,
annullandolo e facendo prevalere su di esso lo sconforto della condizione di esule.

Il motivo dell’esilio va inteso non solo come condizione reale del poeta (andato in volontario esilio dopo la concessione di
Venezia all’Austria da parte di Napoleone, con il trattato di Campoformio), ma come una condizione generale di
sconforto. Il tema dell’esilio è carico di valori simbolici: sta a rappresentare una condizione di sradicamento, di precarietà;
richiama alla figura eroica che Foscolo costruisce di sè, un eroe infelice e sventurato che non trova un inserimento o una
soddisfazione nel momento storico e nella società del tempo, e neppure un nucleo familiare in cui trovare sicurezza e
conforto. Tale situazione viene rappresentata in particolare dagli ‘avversi Numi’, al verso 9, un potere arcano e superiore
contro cui l’autore deve lottare in vano, risultandone sempre sconfitto.

In opposizione a questa condizione di sradicamento si colloca il motivo della tomba, che si identifica con l’immagine del
nucleo familiare e della figura materna. Sulla tomba il poeta spera di poter ricongiungere il legame affettivo con il
fratello, allo stesso modo la madre parla con le ceneri del figlio morto. In quanto esule, il ricongiungimento con la madre
e con la terra natale è l’unico punto fermo, l’unica certezza del poeta. Ma si tratta comunque di un approdo impossibile da
raggiungere, lo sconforto dell’esilio e della perdita del fratello risulterà sempre predominante sugli affetti familiari.
La riunione con la madre e la terra natale è dunque la sola sicurezza nella condizione di esule, ma è impossibile; alla terza
strofa il sonetto presenta una situazione di blocco e sconfitta, che definisce l’impossibilità di ricongiungersi con la
famiglia. Pertanto l’unica alternativa praticabile resta la morte. A primo impatto sembrerebbe la stessa conclusione del
sonetto Alla Sera, in cui la morte veniva presentata con lo stesso termine, “quiete”, e raffigurava un approdo alla pace;
tuttavia la morte non è qui concepita come “nulla eterno” come in Alla sera. Rompendo la struttura circolare e chiusa
delle prime tre strofe, l’ultima ripropone il ricongiungimento con la famiglia, prima negato. Tale unione è permessa
proprio dalla morte: la morte non è annullamento totale, ma consente un legame tra vivi e defunti. La morte, dunque,
anche se è fonte di lacrime per i propri cari, permette un legame con la vita: la restituzione delle ossa consente l’illusione

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5
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January 20, 2022
Number of pages
5
Written in
2021/2022
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