Età napoleonica
L’età napoleonica orienta il gusto verso il mondo antico, e attraverso il pensiero illuministico ambisce a fondare una
civiltà più matura in cui le antiche repubbliche sono considerate un modello per la società moderna.
Neoclassicismo
Il classicismo dominante in Italia durante l’età napoleonica contiene sia tratti tradizionali, che elementi tutti nuovi: per
questo si è soliti denominarlo neoclassicismo. Le scoperte archeologiche di Pompei e di Ercolano, i cui scavi sono
iniziati nel 1738, sollecitano la curiosità e l’ammirazione per l’arte classica, da cui scaturisce la predilezione per
argomenti mitologici e raffigurazioni armoniose. Inizia a diffondersi il Grande Tour: i visitatori d’Oltralpe, colti e
benestanti, visitano i vari siti e la meta più ambita è proprio l’Italia. Di grande importanza fu Winckelmann un
archeologo tedesco il quale sosteneva che l’arte greca rappresenti la compostezza, il dominio sulle passioni e
l’armonia perfetta; elementi a cui l’artista deve aspirare. Le teorie di Winckelmann fornirono all’estetica neoclassica i
principi fondamentali: arte e letteratura devono mirare al bello ideale, trasfigurare la realtà in forme e armonia perfette.
I vari aspetti del neoclassicismo
A questo modo di guardare all’antico si aggiunse poi il classicismo rivoluzionario, il quale tende ad assimilare il
regime napoleonico piuttosto che le forme imperiali romane. Le repubbliche antiche erano viste come modelli ideali
per la società moderna. Alla base dell’ammirazione dell’antico, visto come un mondo d’armonia e serenità
contrapposto ad un presente imbarbarito, vi è una disposizione d’animo romantica. All’interno del neoclassicismo
resiste ancora la fiducia di poter rivivere le forme perfette dei secoli passati, per purificare il presente, ristabilire modi
di vita più nobili e raggiungere la felicità.
Sturm und Drang
Tra il 1770 e il 1785 in Germania nasce lo Sturm und Drang, che costituisce un preannuncio del futuro romanticismo.
Tra le opere più significative di questa tendenza troviamo Werther e Faust di Goethe, e la tragedia di Schiller. Motivo
dominante dello Sturm und Drang era la passionalità primitiva, un’ansia di libertà assoluta che infrangesse ogni limite
segnato dalle leggi; da qui deriva anche il culto del genio, delle grandi individualità, insofferenti di ogni costrizione.
Sul piano letterario ne scaturiva il rifiuto di ogni classicismo e l’arte come libera espressione. Veniva idolatrato
Shakespeare, considerato una forza naturale che crea istintivamente. Dall’Inghilterra si diffuse la moda della poesia
cimiteriale. Gli esponenti più noti furono E. Young e T. Grey, in cui si celebra il valore delle esistenze degli umili
sepolti in un cimitero di campagna. Questo tipo di poesia ebbe diffusione in Italia, e si ricollega ai Sepolcri di Foscolo.
Il preromanticismo
Negli ultimi decenni del Settecento e nei primi dell’Ottocento nascono nuove tendenze che paiono opporsi a quelle
neoclassiche. Se il gusto neoclassico è caratterizzato dalla compostezza e dalla calma, dal dominio delle passioni e
dalla contemplazione del bello ideale, le nuove tendenze si manifestano al contrario come passione soggettiva,
concentrazione gelosa sull’io, amore per il primitivo e per atmosfere malinconiche, lugubri, cupe e tenebrose.
Problematicità del concetto di preromanticismo
Si parla di Preromanticismo in quanto tutti gli aspetti culturali che ne fanno parte saranno poi ritrovati nella letteratura
romantica dell’Ottocento. Le tendenze sono i sintomi di una nuova visione del mondo, il riflesso delle inquietudini di
un’età che avverte un vicino crollo dell’ordine. Nella seconda metà del ‘700 siamo sulla soglia di due grandi
rivoluzioni: quella francese e quella industriale, e il romanticismo sarà il frutto culturale di questi sconvolgimenti
rivoluzionari. Le tendenze proposte dal preromanticismo sono dunque indizi che preannunciano ciò che maturerà in
seguito.
Le radici comuni
Neoclassicismo e Preromanticismo appaiono come tendenze culturali tra loro antitetiche e inconciliabili. Eppure esse
si trovano compresenti negli stessi anni, entro la personalità di uno stesso scrittore, addirittura all’interno della stessa
opera, come accade in Alfieri e soprattutto in Foscolo. Foscolo è autore del romanzo l’Ortis, caratterizzato dalla
concentrazione sull’io e dalla presenza ossessiva della morte, e anche dell’opera Le Grazie, un capolavoro del
neoclassicismo italiano. In realtà, Neoclassicismo e Preromanticismo sono fenomeni diversi nati dalla stessa radice e
scaturiti dalla stessa crisi. Da una parte la crisi dell’ancien regime, dall’altra la crisi delle illusioni rivoluzionarie. In
entrambi i casi permane un senso di delusione, rifiuto della storia e bisogno di fuga. Entrambe vanno dunque viste
come la ricerca di un’alternativa alla società deludente: per il Neoclassicismo l’alternativa è la bellezza e l’armonia,
per il Preromanticismo sono le profondità dell’io e il primitivo. Si differenziano nelle espressioni, ma nascono dallo
stesso bisogno di base.