1 La fine della Seconda Guerra Mondiale
1.1 Il crollo del regime fascista
1.1.1 Lo sbarco in Sicilia
Il 10 luglio 1943, le truppe americane (generale Patton) ed inglesi (generale Montgomery)
arrivano in Sicilia ( Francia: 1944). Nei giorni successivi le forze alleate avanzano
rapidamente verso Nord. A Roma, ci sono dei bombardamenti e alla fine, l’esercito fascista è
sconfitto.
1.1.2 L’ordine del giorno Grandi
Il Gran Consiglio del Fascismo (organo esecutivo che riuniva i membri più importanti e
influenti del regime fascista) si riunisce a Roma, a Palazzo Venezia (nel 1940, la guerra con
Francia ed Inghilterra è stata dichiarata a Palazzo Venezia), il 25 aprile 1943. Al Gran
Consiglio del Fascismo, Mussolini offre le dimissioni. Il suo successore è Dino Grandi, uno
degli alti responsabili nel parlamento fascista, seguito dal maresciallo (non fascista) Pietro
Badoglio. Questo è la fine del regime fascista in Italia (1922-1943). L’alleanza con Germania
continua ad esistere, ma gli italiani hanno anche dei contatti segreti con gli americani.
1.1.3 L’armistizio di Cassibile
L’Armistizio di Cassibile è concluso tra il governo Badoglio (generale Giuseppe Castellano) e
le forze alleate (generale Dwight Eisenhower), il 3 settembre 1943. È la fine dei combatti tra
l’Italia e gli Stati Uniti. Pietro Badoglio e il re Vittorio Emanuele III fuggono in Egitto.
1.1.4 La Repubblica di Salò
La parte nord dell’Italia è occupata dall’esercito
tedesco (mappa: parte rossa). La parte sud dell’Italia
è liberata dagli Alleati (mappa: parte azzurra). Al
Nord, ci sono anche i partigiani, che formano la
Resistenza. Sono uniti nel Comitato di Liberazione
Nazionale (CLN), dove tutti i partiti politici (liberali,
comunisti, socialisti, democrati, cattolici) lavorano
insieme a combattere i fascisti. Mussolini fonda la
Repubblica di Salò (o la Repubblica Sociale Italiana)
al Lago di Garda (mappa: ‘Sal’), con l’aiuto di Adolf
Hitler. In realtà è solo una piccolissima parte del
paese. C’è una guerra civile tra i partigiani e
l’esercito della Repubblica di Salò. L’ultima forza nel
conflitto è il Vaticano, che si trova a Roma.
1.1.5 La liberazione di Roma
La Liberazione di Roma si svolge nel giugno di 1944. Umberto II è il nuovo re dell’Italia
mentre suo padre, Vittorio Emanuele III, è ancora in Egitto. Pietro Badoglio viene sostituito
da Ivanoe Bonomi.
1.1.6 La fine della guerra
Milano è stata liberata il 25 aprile 1945. Da quell’anno, la festa della Liberazione è celebrata
ogni 25 aprile. Il 28 aprile, Mussolini è catturato e portato a Milano. È stato ucciso con la sua
moglie Claretta Petacci ed i loro corpi sono mostrati nella città.
, 1.2 La nascita della Repubblica
1.2.1 La tregua istituzionale
Dopo la guerra, l’Italia resta in un tempo di miseria umana. Sempre nel 1944, Palmiro
Togliatti, il segretario del partito comunista, decide che una tregua istituzionale è necessaria.
La miseria umana è la prima priorità, e poi viene la situazione politica. La costituzione
italiana può essere discussa soltanto dopo la fine della guerra.
1.2.2 Il referendum istituzionale
La tregua istituzionale è seguito del referendum istituzionale, il 2 giugno 1946. Nel 1945,
l’Italia ottiene il suffragio universale, che significa che tutti gli uomini e donne possono votare.
Al referendum, gli italiani devono scegliere tra la repubblica e la monarchia. Il CLN si mostra
pro-repubblica. Il re Umberto II accetta ogni decisione (anche lui si trova in Egitto). La
repubblica vince il referendum con 12.718.641 voti, principalmente del Nord. La monarchia
riceve 10.718.502 voti, principalmente del Sud.
C’è anche un’elezione ‘normale’. La Democrazia cristiana vince con 35% degli voti. Il Partito
socialista riceve 20,7% ed il Partito comunista riceve 18,9%.
1.2.3 Il piano Marshall e le conseguenze per la politica italiana
Nella primavera del 1947, gli Stati Uniti decidono ad aiutare i paesi non comunisti dopo la
guerra. Si tratta di aiuto economico per la ricostruzione e per combattere il comunismo. Il
creatore del piano Marshall è stato Harry Truman. Nel conflitto tra gli americani e i comunisti,
il Papa Pio XII sceglie il lato americano: “O con Cristo o senza Cristo” (i comunisti non erano
religiosi). Alcide De Gasperi, che ha vinto le elezioni nel 1946 e che è il nuovo capo del
Governo, va negli Stati Uniti per parlare del piano Marshall con Truman. La sinistra vince le
elezioni nel 1946 con 1/5 dei voti, che forma un problema per ricevere l’aiuto del piano
Marshall. Come conseguenza, il Partito comunismo è stato escluso del governo per non
perdere l’aiuto. Nel 1948, ci sono nuove elezioni e la Democrazia cristiana vince con 48,5%
dei voti. La DC resterà il partito più importante dell’Italia fino nel 1992 (per 44 anni).
1.2.4 Il neorealismo
Il neorealismo è un movimento artistico nella letteratura, la cinema, e le arti figurative. Mostra
la vita italiana dopo la guerra in modo realistico (nella cinema, gli attori erano delle persone
‘normali’). Alcuni registri importanti del neorealismo sono Roberto Rossellini (Rome città
aperta), Vittorio De Sica (Ladri di biciclette) e Luchino Visconti (La terra trema). Uno scrittore
neorealistico importante è Italo Calvino. Calvino ha scritto che “il neorealismo non fu una
scuola, ma un insieme di voci, in gran parte periferiche, una molteplice scoperta delle diverse
Italie, specialmente delle Italie fino allora più sconosciute della letteratura”. Questo vuol dire
che il neorealismo non era il modo normale dell’arte, che invece mostra la realtà delle parti
dell’Italia che erano diverse. Prima, la miseria non era mai descritto come nel neorealismo.
2 Il miracolo economico (1958-1963)
2.1 L’emigrazione
2.1.1 Il centrismo
Negli anni 50, i partiti importanti erano la Democrazia cristiana, il Partito liberale, il Partito
socialdemocratico, e il Partito repubblicano, che formavano un’alleanza di centro. L’Italia era
ancora distrutta dalla guerra (il piano Marshall non ha risolto tutto).