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Summary Il Verismo

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Il documento è un riassunto che descrive il Verismo e le sue caratteristiche fondamentali. Lo scrittore del 1900 su cui è centrato il documento è Giovanni Verga, famoso autore italiano noto per i suoi romanzi e le sue novelle. Le novelle oggetto di questo riassunto sono <I Malavoglia>, <Mastro Don-Gesualdo> e <Rosso Malpelo>. Inoltre, è presente una critica di confronto tra la poetica di Alessandro Manzoni, cardine della letteratura italiana, e di Giovanni Verga stesso.

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Il Verismo- Giovanni Verga
<I Malavoglia >
Nei Malavoglia il Verga narra le vicende di una famiglia di pescatori (i Toscano,
detti Malavoglia), composta dal nonno padron ‘Ntoni, dal figlio Bastianazzo
con la moglie Maruzza, detta la Longa,, Luca, Mena, detta Sant’ Agata, Alessi e Lia. Il loro
patrimonio è costituito da una grossa barca, la Provvidenza, e dalla casa del Nespolo, detta
così dal nespolo che le cresceva accanto.
Spesso nomi e nomignoli sono usati in senso ironico, col sentimento del con-
trasto con la realtà. Così è per la barca, la Provvidenza, che non mantiene certo la
promessa del suo bel nome augurale; così è per Maruzza, detta la Longa, che
però è tutt'altro che lunga, essendo bassina e minuta. I Toscano sono sopranno-
minati Malavoglia, ma sono tutt'altro che svogliati, sono invece volitivi e labo-
riosi.
La trama dei Malavoglia è già adombrata nella novella Fantasticharia (1879), in
cui il Verga, scrivendo ad un'amica che era stata insieme con lui ad Aci Trezza
per qualche giorno, la informa per lettera della sorte toccata ad alcune povere
persone del villaggio con le quali ella si era intrattenuta, accennando a Mena
Malavoglia, la venditrice di arance, a padron 'Ntoni, a Bastianazzo, a Luca, a
Lia e a 'Ntoni. L'ideale di questa povera gente - dice il Verga - è proprio quello
dell'ostrica, ossia attaccamento alla casa, alla famiglia e al lavoro.
Le vicende si svolgono nei primi anni dell'unità d'Italia, tra il 1863 ed il 1876
ad Ací Trezza, a pochi chilometri da Catania. Prendono le mosse da una pic-
cola speculazione commerciante che padron 'Ntoni intraprende per migliorare
le condizioni della famiglia, agraron Ntoni acquista a credito dallo zio Crocifisso (Campana di
Legno), che fa l’usuraio, una partita di lupini, che Bastianazzo imbaraca sulla <Provvidenza>
per andare a venderli a Riposto. Durante il tragitto una tempesta provoca la perdita del
carico di lupini e la morte di Bastianazzo. A questa seguono altre disgrazie: la morte di Luca
nella battaglia di Lissa, la morte di Maruzza per il colera, la perdita della casa del
Nespolo per l'insolvenza del debito e degli interessi, il traviamento di ‘Ntoni,
che, tornato cambiato dal servizio militare, mal si adatta alla vita di stenti, si
unisce a una compagnia di contrabbandieri e ferisce con una coltellata il briga-
diere don Michele, che lo ha sorpreso in flagrante con gli altri.
Durante il processo l'avvocato difensore, per alleggerire la posizione del-
l'imputato, insinua il sospetto che ì’Ntoni abbia ferito don Michele per motivi di
onore, perché se la intendeva con la sorella Lia. 'Ntoni è condannato a cinque
anni di carcere e Lia, sconvolta dalle chiacchiere del paese,considerandosi colpevole
verso il fratello per i suoi colloqui con don Michele, scappa di casa e si
perderà.
Il disonore getta nella costernazione i Malavoglia: padron 'Ntoni, affranto, si
ammala e muore all'ospedale.
Intanto Alessi, che ha sposato la Nunziata, con la sua laboriosità riscatta la
casa del Nespolo dove torna ad abitare insieme alla sorella Mena, la quale
rifiuta di sposare compar Alfio, perché si sente anche lei disonorata per la per-
dizione di Lia.
Quando 'Ntoni ritorna dal carcere, si sente colpevole per aver violato il patto
di solidarietà, di onestà e di amore con i propri congiunti, e per aver provocato

, la rovina della famiglia: non può, pertanto, rimanere presso i suoi e va via per
sempre.
Nei Malavoglia si scontrano due concezioni della vita: la concezione di chi, come
padron 'Ntoni, si sente legato alla tradizione e riconosce la saggezza dei valori
antichi, come il culto della famiglia, il senso dell'onore, la dedizione al lavoro,
la rassegnazione al proprio stato; e la concezione di chi, come il nipote 'Ntoni,
si ribella all'immobilismo dell'ambiente in cui vive, ne rifiuta i valori ed aspira
ad uscirne con il miraggio di una vita diversa. La simpatia latente del Verga è
per padron 'Ntoni e per il nipote Alessi, che ne riproduce il carattere e ricostrui-
sce il focolare domestico andato distrutto.




<Mastro-don Gesualdo >
In Mastro-don Gesualdo, il Verga narra le vicende di un ex muratore, Gesualdo
Motta, che con la sua tenace laboriosità è riuscito ad arricchirsi.
Non gli basta però la potenza economica, egli mira anche ad elevarsi social-
mente e sposa Bianca Trao, una nobile décaduta (virtutem ex sanguine traho è il
motto della famiglia) che ha avuto una relazione amorosa col cugino Ninì
Rubiera ed è stata da lui lasciata, perché la madre, la baronessa Rubiera, si è
opposta al matrimonio riparatore.
Il matrimonio con Bianca non porta a Mastro don Gesualdo la sperata soddi-
sfazione, perché, ora che è diventato "don", si sente escluso non solo dalla plebe
dalla quale proviene, ma anche dal mondo aristocratico, che lo considera un
intruso e lo tratta con distacco. Egli porta nei due titoi che precedono il nome
- Mastro-don Gesualdo - il suo dramma: per la plebe è diventato un "don",
un signore quindi, e perciò appartiene ad un altro mondo; per gli aristocratici
rimane il "mastro" di sempre, e quindi è un estraneo al loro mondo.
Ma il dolore maggiore gli deriva dal non sentirsi amato né dalla moglie né
dalla figlia Isabella, che, d'altra parte, non è propriamente sua figlia, ma è nata
dalla relazione di Blanca con Ninì Rubiera. Egli, che ignora tutto cio, fa educare
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