Saggio breve
Esame di stato : Session 2019
La figura dello scrittore nella produzione letteraria e artisctica
« Il romanziere è un osservatore e uno sperimentatore. » sono le parole di Émile Zola che
trattano l'argomento della figura dello scrittore. Il corpo è composto da due raccolte di racconti :
Scorciatoie e raccontini scritto da Umberto saba nel 1946 e Le piccole virtù da Natalia Ginzburg nel
1962. Poi abbiamo il canto primo del’Inferno nella Divina Commedia di Dante (1304-1321), la
poesia « L’albatros » di Charles Baudelaire, dalle « Fleurs du mal » scritto nel 1857. E in fine
abbiamo la pittura San Girolamo dal Caravaggio (1605-1606). Ora possiamo domandarci se lo
scrittore nella produzione letteraria e artistica è solo creatore ? Per trattare questa problematica
cominceremo per presentare lo scrittore come un creatore eccezionale, poi vedremo che posso
anche essere una vittima fragile, e infine potremo vedere che lo scrittore assume una funziona di
« rappresentante del mondo ».
La figura dello scrittore come creatore eccezionale è sostenuta soprattutto dalla sua
conoscenza e tecnicità, come dimostra il dipinto di San Girolamo, dove quest'ultimo, traduttore
della Bibbia in latino, è rappresentato come uomo piena saggezza (capelli bianchi, barba, rughe).
Questo quadro è diviso in due parti: a destra il passato (colori freddi, il cranio...), a sinistra il
presente (colori caldi, luce...). Il braccio di San Girolamo è passaggio dal passato al presente, come
se egli portasse a sé la conoscenza della Bibbia attraverso la sua sapienza. Possiamo anche legare la
descrizione di Virgilio che fa Dante nel Canto primo del’Inferno, un uomo saggio e ispiratore. Poi
troviamo il fatto che la scrittura diventa inerente alla natura dell'autore (come ragione di vita) : nelle
Piccole virtù, il narratore descrive l'attività della scrittura dicendo "Invece quando scrivo […] sono
come uno che è in patria", e quando non scrive "soffro e mi chiedo di continuo come gli altri
facciano queste stesse cose". Infine, possiamo dire che il genio creativo dello scrittore le permette di
produrre dal nulla ; nella poesia di Dickison « This was a Poet », dice « Era un poeta. Quell'essere -
Che estrae un significato sorprendente - Da segni ordinari - Un'essenza così vasta ». Abbiamo visto
che lo scrittore è ritratto come un creatore eccezionale, ma non è solo questo, ora esploreremo il
perché.
La visione dello scrittore come una vittima fragile si vede nel fato che deve essere sensibile
per natura : nel Scorciatoie e raccontini il narratore dice « Il poeta è un bambino che si meraviglia
delle cose che accadono a lui stesso ». Dice anche che senza questa sensibilità « il poeta si lascia
freddi ». Poi, lo scrittore è un contemplativo e questo si vede nella poesia Erano i capei d’oro a
l’aura sparsi di Petrarca dove fa l’elogio di una donna grazie alla sineddoche dei suoi cappelli
biondi è vittima della sua bellezza. Infine, è vittime delle sue emozioni, nella poesia « L’Albatros »
Baudelaire descrive i suoi sentimenti e la sua visione del suo posto nel mondo grazie alla metafora
dell’ albatro « exilé sur le sol au milieu des huées – ses ailes de géant l’empêchent de marcher ».
Tradusce il sentimento del « Spleen » malinconica. Abbiamo visto che lo scrittore è anche una
vittima fragile. Ma possiamo domandarci se questo servisse a una funziona più complessa.
Lo scrittore come « rappresentante » del mondo : assume il ruolo di rappresentare il mondo
che raggiunge ai suoi occhi. Può farlo rappresentando le cose come sono, è visibile nei movimenti
del « realismo, naturalismo e verismo » che traducono questa volontà. Poi ritroviamo la volontà di
trasformare la bruttezza in bellezza letteraria, Baudelaire è il poeta che pratica l'alchimia poetica per
eccellenza, nella poesia « A une charogne » l’autore descrive una carogna sul ciglio della strada. In
fine, ritroviamo la rappresentazione del mondo per comprenderlo, Giuseppe Ungaretti, difronte alle
orrore della guerra, ha scritto delle poesie su queste ultime. In Veglia, fa la descrizione di uno dei
Esame di stato : Session 2019
La figura dello scrittore nella produzione letteraria e artisctica
« Il romanziere è un osservatore e uno sperimentatore. » sono le parole di Émile Zola che
trattano l'argomento della figura dello scrittore. Il corpo è composto da due raccolte di racconti :
Scorciatoie e raccontini scritto da Umberto saba nel 1946 e Le piccole virtù da Natalia Ginzburg nel
1962. Poi abbiamo il canto primo del’Inferno nella Divina Commedia di Dante (1304-1321), la
poesia « L’albatros » di Charles Baudelaire, dalle « Fleurs du mal » scritto nel 1857. E in fine
abbiamo la pittura San Girolamo dal Caravaggio (1605-1606). Ora possiamo domandarci se lo
scrittore nella produzione letteraria e artistica è solo creatore ? Per trattare questa problematica
cominceremo per presentare lo scrittore come un creatore eccezionale, poi vedremo che posso
anche essere una vittima fragile, e infine potremo vedere che lo scrittore assume una funziona di
« rappresentante del mondo ».
La figura dello scrittore come creatore eccezionale è sostenuta soprattutto dalla sua
conoscenza e tecnicità, come dimostra il dipinto di San Girolamo, dove quest'ultimo, traduttore
della Bibbia in latino, è rappresentato come uomo piena saggezza (capelli bianchi, barba, rughe).
Questo quadro è diviso in due parti: a destra il passato (colori freddi, il cranio...), a sinistra il
presente (colori caldi, luce...). Il braccio di San Girolamo è passaggio dal passato al presente, come
se egli portasse a sé la conoscenza della Bibbia attraverso la sua sapienza. Possiamo anche legare la
descrizione di Virgilio che fa Dante nel Canto primo del’Inferno, un uomo saggio e ispiratore. Poi
troviamo il fatto che la scrittura diventa inerente alla natura dell'autore (come ragione di vita) : nelle
Piccole virtù, il narratore descrive l'attività della scrittura dicendo "Invece quando scrivo […] sono
come uno che è in patria", e quando non scrive "soffro e mi chiedo di continuo come gli altri
facciano queste stesse cose". Infine, possiamo dire che il genio creativo dello scrittore le permette di
produrre dal nulla ; nella poesia di Dickison « This was a Poet », dice « Era un poeta. Quell'essere -
Che estrae un significato sorprendente - Da segni ordinari - Un'essenza così vasta ». Abbiamo visto
che lo scrittore è ritratto come un creatore eccezionale, ma non è solo questo, ora esploreremo il
perché.
La visione dello scrittore come una vittima fragile si vede nel fato che deve essere sensibile
per natura : nel Scorciatoie e raccontini il narratore dice « Il poeta è un bambino che si meraviglia
delle cose che accadono a lui stesso ». Dice anche che senza questa sensibilità « il poeta si lascia
freddi ». Poi, lo scrittore è un contemplativo e questo si vede nella poesia Erano i capei d’oro a
l’aura sparsi di Petrarca dove fa l’elogio di una donna grazie alla sineddoche dei suoi cappelli
biondi è vittima della sua bellezza. Infine, è vittime delle sue emozioni, nella poesia « L’Albatros »
Baudelaire descrive i suoi sentimenti e la sua visione del suo posto nel mondo grazie alla metafora
dell’ albatro « exilé sur le sol au milieu des huées – ses ailes de géant l’empêchent de marcher ».
Tradusce il sentimento del « Spleen » malinconica. Abbiamo visto che lo scrittore è anche una
vittima fragile. Ma possiamo domandarci se questo servisse a una funziona più complessa.
Lo scrittore come « rappresentante » del mondo : assume il ruolo di rappresentare il mondo
che raggiunge ai suoi occhi. Può farlo rappresentando le cose come sono, è visibile nei movimenti
del « realismo, naturalismo e verismo » che traducono questa volontà. Poi ritroviamo la volontà di
trasformare la bruttezza in bellezza letteraria, Baudelaire è il poeta che pratica l'alchimia poetica per
eccellenza, nella poesia « A une charogne » l’autore descrive una carogna sul ciglio della strada. In
fine, ritroviamo la rappresentazione del mondo per comprenderlo, Giuseppe Ungaretti, difronte alle
orrore della guerra, ha scritto delle poesie su queste ultime. In Veglia, fa la descrizione di uno dei