Patault
Matthieu
305
Saggio breve :Le rappresentazioni del corpo nella produzione letteraria e
artistica
Le religione hanno cerato di classificare il corpo come oggetto materiale: vive, si svanisce e
muore. Il corpo del soggetto propone: due poesie, una di Francesco Petrarca scritta tra 1337 e 1374,
un’altra,« l’hymne à la beauté », scritta da Baudelaire nel 1869. Per di più, possiamo trovare un
dialogo trattato da Operette morali pubblicata nel1834 scritto da Giacomo Leopardi, un brano della
novella di Fosca scritta nel 1869 da Ugo Tarchetti. Infine, ritroviamo « L’uomo di Vitruviano »
disegnato nel 1490 da Leonardo da Vinci. Ora, possiamo domandarci se la rappresentazione del
corpo nella letteratura e nella produzione artistica abbia solo una dimensione encomiastica ? Per
rispondere a questa problematica, dimostreremo, in primo luogo, che la rappresentazione del corpo
ha una certa dimensione encomiastica, poi potremo vedere che il corpo e anche criticato e per finire
realizzeremo che il corpo e descritto come un modo per avvicinarsi al’anima e allo spirito.
La visione encomiastica del corpo è portata sopratutto dalla bellezza, benchè il corpo sia
descritto come oggetto divino. Infatti, nella poesia «I capei d’oro a l’aura sparsi » Petrarca fa
l’elogio di Laura, una donna magnifica con «i capei d’oro », o ancora scrive «Non era l’andar suo
cosa mortale, ma d’angelica forma », cioè che è come «un spirito celeste ». Poi ritroviamo il fato
che il corpo è una fonte di ispirazione ; come Petrarca, Giovan Battista Marino scrive nella sua
poesia «Donna che si pettina » pubblicata nel 1608, una descrizione di una donna che si fa i capelli
ma con grande ricchezza letteraria: abbondanza di metafora, vocabolario del naufragio, ossimoro…
Infine ritroviamo il corpo magnifico grazie alla perfezione delle misure con «L’uomo di
Vitruviano »: questo disegno dovrebbe rappresentare le proporzioni perfette di un corpo umano
ideale. Abbiamo visto che il corpo e rappresentato come oggetto di elogio, ma non è sempre il caso,
ora studieremo perché.
La critica del corpo nella letteratura è portata soprattutto da tre punti: primo attraverso la
rappresentazione del corpo brutto, per esempio nella novella Fosca, Tarchetti la rappresenta così:
«ella avesse mai potuto essere stata bella ». Ma la critica si estende anche nella rappresentazione
della bellezza : la bellezza eccessiva può essere demoniaco, nell’ « hymne à la beauté » Baudelaire
fa la descrizione di una donna talmente belle che la sua esistenza possa essere solo opere del Male o
di Dio. L’autore fa ossimori : «de Satan ou de Dieu », ma anche metafore :« Monstre énorme,
effrayant». Per di più, la bellezza del corpo suscite il desiderio che porta alla pazzia. Per esempio,
nella Lupa di Giovanni Verga, una novella pubblicata nel 1880, la Lupa, è descritto come seduttrice,
mai saziata e demoniaca, ha un potere di seduzione talmente forte che rende pazzo i giovani del
villaggio, infatti, uno l’ucciderà. In somma, abbiamo visto che il corpo è anche criticato dai artisti e
autori, ma possiamo anche domandarci se questa rappresentazione del corpo ha un altra funzione.
Il corpo è un modo per avvicinarsi allo spirito e all’anima, nello dialogo di Leopardi,
Tristano descrive il corpo come contenuto dello spirito: «tutto ciò che fa nobile e viva la vita,
dipende dal vigore del corpo », il legame è evidente. Poi ritroviamo il corpo come finestra sullo
spirito, nella novella Fosca, la descrizione è molto peggiorativa ma anche mostra che il corpo brutto
è abitato da un nobile spirito ; è bella quando si muova con grazia e flessibilità, rappresenta le
qualità delle «donne di nascita distinta ». Infine, il corpo può permettere di trasmettere un
emozione, la scultura dell’ Laocoonte e i suoi figli rappresenta perfettamente il dolore fisico ma
anche la tristezza e la disperazione grazie ai corpi contorti.
Abbiamo visto in una prima parte che la rappresentazione del corpo nella letteratura e
nell’arte ha una dimensione encomiastica, ma poi, abbiamo dimostrato che può essere anche
criticata, e infine abbiamo studiato che il corpo è un modo per avvicinarsi allo spirito e all’anima.
Ma possiamo anche domandarci se la rappresentazione del corpo nella letteratura e nell’arte è
influenzata dalla società e dalle idee dell’epoca.
Matthieu
305
Saggio breve :Le rappresentazioni del corpo nella produzione letteraria e
artistica
Le religione hanno cerato di classificare il corpo come oggetto materiale: vive, si svanisce e
muore. Il corpo del soggetto propone: due poesie, una di Francesco Petrarca scritta tra 1337 e 1374,
un’altra,« l’hymne à la beauté », scritta da Baudelaire nel 1869. Per di più, possiamo trovare un
dialogo trattato da Operette morali pubblicata nel1834 scritto da Giacomo Leopardi, un brano della
novella di Fosca scritta nel 1869 da Ugo Tarchetti. Infine, ritroviamo « L’uomo di Vitruviano »
disegnato nel 1490 da Leonardo da Vinci. Ora, possiamo domandarci se la rappresentazione del
corpo nella letteratura e nella produzione artistica abbia solo una dimensione encomiastica ? Per
rispondere a questa problematica, dimostreremo, in primo luogo, che la rappresentazione del corpo
ha una certa dimensione encomiastica, poi potremo vedere che il corpo e anche criticato e per finire
realizzeremo che il corpo e descritto come un modo per avvicinarsi al’anima e allo spirito.
La visione encomiastica del corpo è portata sopratutto dalla bellezza, benchè il corpo sia
descritto come oggetto divino. Infatti, nella poesia «I capei d’oro a l’aura sparsi » Petrarca fa
l’elogio di Laura, una donna magnifica con «i capei d’oro », o ancora scrive «Non era l’andar suo
cosa mortale, ma d’angelica forma », cioè che è come «un spirito celeste ». Poi ritroviamo il fato
che il corpo è una fonte di ispirazione ; come Petrarca, Giovan Battista Marino scrive nella sua
poesia «Donna che si pettina » pubblicata nel 1608, una descrizione di una donna che si fa i capelli
ma con grande ricchezza letteraria: abbondanza di metafora, vocabolario del naufragio, ossimoro…
Infine ritroviamo il corpo magnifico grazie alla perfezione delle misure con «L’uomo di
Vitruviano »: questo disegno dovrebbe rappresentare le proporzioni perfette di un corpo umano
ideale. Abbiamo visto che il corpo e rappresentato come oggetto di elogio, ma non è sempre il caso,
ora studieremo perché.
La critica del corpo nella letteratura è portata soprattutto da tre punti: primo attraverso la
rappresentazione del corpo brutto, per esempio nella novella Fosca, Tarchetti la rappresenta così:
«ella avesse mai potuto essere stata bella ». Ma la critica si estende anche nella rappresentazione
della bellezza : la bellezza eccessiva può essere demoniaco, nell’ « hymne à la beauté » Baudelaire
fa la descrizione di una donna talmente belle che la sua esistenza possa essere solo opere del Male o
di Dio. L’autore fa ossimori : «de Satan ou de Dieu », ma anche metafore :« Monstre énorme,
effrayant». Per di più, la bellezza del corpo suscite il desiderio che porta alla pazzia. Per esempio,
nella Lupa di Giovanni Verga, una novella pubblicata nel 1880, la Lupa, è descritto come seduttrice,
mai saziata e demoniaca, ha un potere di seduzione talmente forte che rende pazzo i giovani del
villaggio, infatti, uno l’ucciderà. In somma, abbiamo visto che il corpo è anche criticato dai artisti e
autori, ma possiamo anche domandarci se questa rappresentazione del corpo ha un altra funzione.
Il corpo è un modo per avvicinarsi allo spirito e all’anima, nello dialogo di Leopardi,
Tristano descrive il corpo come contenuto dello spirito: «tutto ciò che fa nobile e viva la vita,
dipende dal vigore del corpo », il legame è evidente. Poi ritroviamo il corpo come finestra sullo
spirito, nella novella Fosca, la descrizione è molto peggiorativa ma anche mostra che il corpo brutto
è abitato da un nobile spirito ; è bella quando si muova con grazia e flessibilità, rappresenta le
qualità delle «donne di nascita distinta ». Infine, il corpo può permettere di trasmettere un
emozione, la scultura dell’ Laocoonte e i suoi figli rappresenta perfettamente il dolore fisico ma
anche la tristezza e la disperazione grazie ai corpi contorti.
Abbiamo visto in una prima parte che la rappresentazione del corpo nella letteratura e
nell’arte ha una dimensione encomiastica, ma poi, abbiamo dimostrato che può essere anche
criticata, e infine abbiamo studiato che il corpo è un modo per avvicinarsi allo spirito e all’anima.
Ma possiamo anche domandarci se la rappresentazione del corpo nella letteratura e nell’arte è
influenzata dalla società e dalle idee dell’epoca.