RENATO CARTESIO
Razionalismo ed empirismo
La filosofia moderna va dal 1600 al 1800 e si basa sul concetto della gnoseologia e la
soggettività, ossia che si ritrova alla conoscenza della conoscenza umana e non delle
caratteristiche fondamentali dell'essere come era precedentemente (con la ontologia).
È composta da due correnti: razionalismo ed empirismo.
Il razionalismo si basa sulla ragione come il concetto su cui si costruisce ogni
conoscenza, le idee innate e ha a Cartesio come il suo massimo esponente (insieme
a Spinoza e Leibniz). L’empirismo considera l'esperienza come concetto per
ricostruire le conoscenze, non crede nelle idee innate e possiede Hume come
massimo esponente (insieme a Hobbes, Locke e Berkeley).
Le loro somiglianze, purtroppo, sono che secondo entrambi solo possiamo sapere i
fenomeni delle cose, ossia le loro rappresentazioni mentali. Inoltre, entrambi pensano
che i fenomeni naturali avvengo di forma meccanica, e quindi sono misurabili e
conoscibili, contrapponendosi a: la concezione spiritualistica (dove ce un essere
superiore che controlla la natura), la concezione panteistica (sull anima), e la
concessione organistica (sulla natura come un corpo vivente e libero).
Le idee
Le idee consistono in delle rappresentazioni e immagini mentali di qualcosa, che sono
innate ossia stabilito prima della nascita (secondo Cartesio) o acquisisci con le
esperienze (secondo Hume).
Alcune idee innate secondo Cartesio sono l'idea di perfezione o quella dell'anima.
Vita
René Descartes (Renato Cartesio) è nato il 31/3/1596 a La Haye, Francia, morto il
11/2/1650 a Stoccolma. Nasce da una famiglia nobile e ricca, e da giovane va a una
scuola gesuitica e dopo all'università di diritto. Oltre alla filosofia, si è dedicato allo
studio della fisica ed è stato altresì un grande matematico. Inventa il sistema
cartesiano col quale unifica geometria e algebra. Partecipa in parte alla "Guerra dei
trent'anni". Dopo aver soggiornato a Parigi, nel 1628 si stabilisce in Olanda.
Cartesio, purtroppo, decide di abbandonare i suoi studi per studiarsi a se stesso,
realizzando una serie di viaggi che considera fondamentale per permettersi di capire
, diverse culture. Questo è possibile grazie alla sua buona posizione economica. In
base a queste sue esperienze proprie, può creare conoscenze vere per lui.
Nel 1649, su invito della regina Cristina di Svezia, si stabilisce presso la sua corte a
Stoccolma, dove morirà.
Il Discorso sul metodo
Il discorso sul metodo e il suo capolavoro. Scritto nella sua lingua originale
(francese) e non latino per renderlo più accessibile alla popolazione non colta, ha la
particolarità di essere un trattato in prima persona diviso in 6 parti. È inoltre la sua
prima opera pubblicata, quindi lo realizza di forma anonima per non essere
perseguitato se i suoi pensieri venivano considerati troppo rivoluzionari.
Il metodo di Cartesio cerca delle conoscenze in se stesso e nei suoi viaggi, volendo
distinguere il vero dal falso. Si allontana, quindi, dai libri e dal proprio paese per
studiare di forma autonoma la sua persona e costruirne un suo metodo che non è
necessariamente universale.
Cartesio possiede anche numerose opere postume, come “Regole per la guida
dell’intelligenza” (che però non ha potuto finire) e “Il mondo” (che ha sospeso la
spessura dopo la condanna di Galileo).
Titolo e sottotitolo dell'opera
Il sottotitolo dell’opera, “per ben condurre la propria ragione e ricercare la
verità nelle scienze”, intende l’obiettivo dell’opera. Questo significa che il discorso
viene scritto per condurre bene la propria ragione, che significa a sua volta che la
nostra ragione può essere sbagliata. Quindi, significa che ci sono due forme di
utilizzare la ragione: bene e male.
La ragione
Con ragione, Cartesio intende il buon senso, ossia la facoltà di giudicare bene e
distinguere il vero dal falso. Secondo Cartesio, tutti l’abbiamo ugualmente per
natura, ma ci sono diverse maniere di applicarle e quindi diverse interpretazioni. Non
basta, quindi, avere buon senso, ma c’è anche bisogno di applicarlo bene.
Il metodo, quindi, serve per aumentare le nostre conoscenze gradualmente e gli ha
permesso a Cartesio di arrivare alla verità.
la critica all'educazione tradizionale
Razionalismo ed empirismo
La filosofia moderna va dal 1600 al 1800 e si basa sul concetto della gnoseologia e la
soggettività, ossia che si ritrova alla conoscenza della conoscenza umana e non delle
caratteristiche fondamentali dell'essere come era precedentemente (con la ontologia).
È composta da due correnti: razionalismo ed empirismo.
Il razionalismo si basa sulla ragione come il concetto su cui si costruisce ogni
conoscenza, le idee innate e ha a Cartesio come il suo massimo esponente (insieme
a Spinoza e Leibniz). L’empirismo considera l'esperienza come concetto per
ricostruire le conoscenze, non crede nelle idee innate e possiede Hume come
massimo esponente (insieme a Hobbes, Locke e Berkeley).
Le loro somiglianze, purtroppo, sono che secondo entrambi solo possiamo sapere i
fenomeni delle cose, ossia le loro rappresentazioni mentali. Inoltre, entrambi pensano
che i fenomeni naturali avvengo di forma meccanica, e quindi sono misurabili e
conoscibili, contrapponendosi a: la concezione spiritualistica (dove ce un essere
superiore che controlla la natura), la concezione panteistica (sull anima), e la
concessione organistica (sulla natura come un corpo vivente e libero).
Le idee
Le idee consistono in delle rappresentazioni e immagini mentali di qualcosa, che sono
innate ossia stabilito prima della nascita (secondo Cartesio) o acquisisci con le
esperienze (secondo Hume).
Alcune idee innate secondo Cartesio sono l'idea di perfezione o quella dell'anima.
Vita
René Descartes (Renato Cartesio) è nato il 31/3/1596 a La Haye, Francia, morto il
11/2/1650 a Stoccolma. Nasce da una famiglia nobile e ricca, e da giovane va a una
scuola gesuitica e dopo all'università di diritto. Oltre alla filosofia, si è dedicato allo
studio della fisica ed è stato altresì un grande matematico. Inventa il sistema
cartesiano col quale unifica geometria e algebra. Partecipa in parte alla "Guerra dei
trent'anni". Dopo aver soggiornato a Parigi, nel 1628 si stabilisce in Olanda.
Cartesio, purtroppo, decide di abbandonare i suoi studi per studiarsi a se stesso,
realizzando una serie di viaggi che considera fondamentale per permettersi di capire
, diverse culture. Questo è possibile grazie alla sua buona posizione economica. In
base a queste sue esperienze proprie, può creare conoscenze vere per lui.
Nel 1649, su invito della regina Cristina di Svezia, si stabilisce presso la sua corte a
Stoccolma, dove morirà.
Il Discorso sul metodo
Il discorso sul metodo e il suo capolavoro. Scritto nella sua lingua originale
(francese) e non latino per renderlo più accessibile alla popolazione non colta, ha la
particolarità di essere un trattato in prima persona diviso in 6 parti. È inoltre la sua
prima opera pubblicata, quindi lo realizza di forma anonima per non essere
perseguitato se i suoi pensieri venivano considerati troppo rivoluzionari.
Il metodo di Cartesio cerca delle conoscenze in se stesso e nei suoi viaggi, volendo
distinguere il vero dal falso. Si allontana, quindi, dai libri e dal proprio paese per
studiare di forma autonoma la sua persona e costruirne un suo metodo che non è
necessariamente universale.
Cartesio possiede anche numerose opere postume, come “Regole per la guida
dell’intelligenza” (che però non ha potuto finire) e “Il mondo” (che ha sospeso la
spessura dopo la condanna di Galileo).
Titolo e sottotitolo dell'opera
Il sottotitolo dell’opera, “per ben condurre la propria ragione e ricercare la
verità nelle scienze”, intende l’obiettivo dell’opera. Questo significa che il discorso
viene scritto per condurre bene la propria ragione, che significa a sua volta che la
nostra ragione può essere sbagliata. Quindi, significa che ci sono due forme di
utilizzare la ragione: bene e male.
La ragione
Con ragione, Cartesio intende il buon senso, ossia la facoltà di giudicare bene e
distinguere il vero dal falso. Secondo Cartesio, tutti l’abbiamo ugualmente per
natura, ma ci sono diverse maniere di applicarle e quindi diverse interpretazioni. Non
basta, quindi, avere buon senso, ma c’è anche bisogno di applicarlo bene.
Il metodo, quindi, serve per aumentare le nostre conoscenze gradualmente e gli ha
permesso a Cartesio di arrivare alla verità.
la critica all'educazione tradizionale